Dal 17 al 20 novembre 2026 Fiera Milano a Rho ospita la 31ª edizione di SIMEI, il salone internazionale delle macchine per enologia e imbottigliamento. Organizzata da Unione Italiana Vini e a cadenza biennale, è una fiera che non parla al consumatore ma a chi il vino lo produce: cantine, imbottigliatori, distributori di bevande. Ed è proprio per questo che, ogni due anni, diventa una finestra utile per capire dove sta andando il settore.
Una fiera tecnica, con numeri importanti
L’edizione 2024 ha registrato 578 espositori tra aziende e marchi, oltre 30.000 metri quadrati di superficie espositiva e circa 33.000 visitatori professionali da una novantina di paesi, con delegazioni estere provenienti da 32 nazioni. Gli organizzatori puntano a confermare o superare questi risultati. Il percorso espositivo copre l’intera filiera, dal vigneto alla bottiglia: impianti di produzione, contenitori per fermentazione e affinamento, filtrazione, imbottigliamento, etichettatura, imballaggio, strumenti di misura e servizi.
La novità del 2026 è Bevertech, nata dalla collaborazione con IPACK-IMA, un evento dedicato alle tecnologie per la produzione, il confezionamento e la distribuzione di liquid food e beverage. Tornano anche Enovitis Business, con le tecniche per la viticoltura, e Distillo, per le attrezzature da micro-distilleria, mentre l’Innovation Challenge continuerà a premiare le innovazioni tecnologiche del comparto.
I temi: sostenibilità ed efficienza
Gli organizzatori indicano come filo conduttore dell’edizione la sostenibilità, la salubrità dei processi e l’efficienza dei trattamenti. Non sono parole di circostanza. Per una cantina, ridurre il consumo di acqua, limitare l’uso di prodotti chimici e tenere sotto controllo le condizioni ambientali significa lavorare meglio e spendere in modo più intelligente.
Nella scorsa edizione l’attenzione dei visitatori si è concentrata soprattutto su automazione, dati e tecnologie per i vini dealcolati. Ma accanto alle grandi macchine, nelle cantine pesa anche ciò che si vede meno: la temperatura e l’umidità della barricaia, per esempio.
Il clima della barricaia, un dettaglio che conta
Durante l’affinamento in legno, una parte del vino evapora attraverso le doghe. Quanto ne evapora dipende anche dalle condizioni dell’ambiente: un locale troppo secco aumenta le perdite, uno troppo umido favorisce muffe e problemi igienici. Per questo molte cantine, soprattutto quelle che affinano in barrique, curano con attenzione il microclima dei locali. Tra le aziende italiane che lavorano su questo fronte c’è Natural Misting Wineries, la linea dedicata alle cantine di Natural Misting, che sviluppa sistemi di umidificazione a nebulizzazione per il controllo dell’umidità negli ambienti di affinamento e conservazione.
Non è l’unico approccio possibile, e non esiste una soluzione valida per tutte le cantine: dimensioni del locale, clima della zona e tipo di vino cambiano le esigenze. Ma il fatto che il tema compaia sempre più spesso nelle conversazioni tra produttori e fornitori dice molto su dove si sta spostando l’attenzione del settore.
Perché seguire SIMEI anche da fuori
Non serve essere produttori per cogliere il valore di un appuntamento come questo. SIMEI è un termometro: mostra quali investimenti il mondo del vino ritiene prioritari, dove si concentra l’innovazione e quali problemi pratici stanno più a cuore a chi lavora in cantina. In una fase in cui il settore deve fare i conti con mercati più incerti e con vendemmie sempre meno prevedibili, la tecnologia diventa uno strumento per difendere qualità e margini.
Per chi vuole seguire l’evento, programma, orari e modalità di preregistrazione sono disponibili sul sito ufficiale di SIMEI.








